Dopo la scarpa di Pirlo, anche i calzettoni e i parastinchi di Cuadrado saranno esposti allo Juventus Museum in ricordo di un nuovo derby vinto all’ultimo respiro.
Al pari del suo illustre predecessore che infilò la porta di Padelli il 30 novembre 2014 decidendo così un derby della Mole ancora inchiodato sul pareggio, anche il centrocampista colombiano nel derby Juventus – Torino del 31 ottobre 2015 ha segnato a pochissimi secondi dal triplice fischio finale.
Nella notte di Halloween questo gesto è diventato un delizioso dolcetto per tutti i tifosi bianconeri e nel contempo uno scherzetto non affatto gradito al popolo granata. La beffa di una sconfitta rimediata in zona Cesarini allo Juventus Stadium per il secondo anno consecutivo è resa ancora più pungente dal gesto tecnico “sporco”: mentre il tiro del Maestro su assist di Vidal fu un capolavoro di freddezza, tecnica e balistica, quest’anno abbiamo assistito a una scena assai diversa. La palla è stata crossata da Alex Sandro che ha “bruciato” con precisione il portiere Padelli e il difensore n.33 Bruno Peres. L’accorrente Cuadrado si è lanciato in scivolata ed è letteralmente entrato in porta insieme alla palla, toccata non di piede ma con un punto indefinito della gamba destra che solo in un’attenta analisi della moviola si potrà individuare con maggiore precisione.
In definitiva due gesti tecnici ben diversi in due derby completamente diversi per contesto e motivazioni. La Juve del 2014 era un carro armato lanciato verso il quarto scudetto consecutivo, quella del 2015 arranca a metà classifica, è discontinua ed è reduce da sconfitte non solo contro le dirette avversarie Napoli e Roma, ma anche contro l’Udinese e il Sassuolo.
Due gesti accomunati però dalla stessa cattiveria agonistica “fino alla fine“, una cattiveria che ancora non si era vista nella Juve post-PirloVidalTevez.
Basterà la magia del derby per far uscire i bianconeri dalla crisi? Anche se per quanto si è visto da agosto ad ottobre nessuno scommetterebbe un euro sul quinto scudetto consecutivo alla Juve, bisogna considerare che con ventisette giornate ancora da giocare i punti di distacco della Signora dalla capolista sono solo nove.
Archiviata la stracittadina, i bianconeri dovranno ritrovare la concentrazione e prepararsi a una trasferta densa di insidie sul campo di un Empoli in forma. Solo dopo il match dell’8 novembre potremo dire se la Juve stia ritornando quella che tutti erano abituati a conoscere e temere, oppure se la fortunosa ultima vittoria con i granata sia stata un fuoco di paglia.
Il popolo bianconero ci crede, il suo sogno è l’incubo dell’altra metà di Torino: i due punti conquistati ieri potrebbero rivelarsi decisivi per la classifica finale e se così fosse il 94° minuto del derby passerebbe ai posteri come il punto di svolta, come l’inizio della rimonta.
Per questo è giusto che – al di là di ogni scaramanzia – il parastinchi e il calzettone del n.16 diventino nuovi cimelii accanto alla scarpa del n.21!